Il nuovo modello di interoperabilità

Il nuovo modello di interoperabilità rappresenta un asse portante del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, necessario al funzionamento dell’intero Sistema informativo della PA.

Questo modello renderà possibile la collaborazione tra Pubbliche amministrazioni e tra queste e soggetti terzi, per mezzo di soluzioni tecnologiche che assicurano l’interazione e lo scambio di informazioni senza vincoli sulle implementazioni, evitando integrazioni ad hoc, in particolare:

  • abiliterà lo sviluppo di nuove applicazioni per gli utenti della PA;
  • garantirà il dialogo all’interno dei singoli ecosistemi e tra un ecosistema e l’altro;
  • regolerà l'utilizzo delle componenti delle Infrastrutture immateriali, disciplinandone le modalità di condivisione e pubblicazione;
  • disciplinerà le modalità con le quali vengono inviati i flussi di dati verso il Data Analytics Framework;
  • assicurerà, nel rispetto del diritto alla privacy, l’accesso ai dati della Pubblica amministrazione anche a soggetti terzi;
  • sarà progettato progettato in coerenza con i principi ancora validi declinati nello European Interoperability Framework (EIF) versione 2.066, pubblicato nel 2010 nell’ambito del programma Interoperability solutions for public administrations, businesses and citizens67 (ISA, dal 2016 ISA²)

AgID definirà entro dicembre 2017 le linee guida che tutte le Pubbliche amministrazioni dovranno adottare al fine di garantire l’interoperabilità dei propri sistemi con quelli di altri soggetti e l’implementazione complessiva del Sistema informativo della PA. Il 3 agosto 2017 AgID ha pubblicato le "Linee guida per transitare al nuovo modello di interoperabilità”. Gli standard tecnologici rispecchieranno le best practice nell’ambito dell’interoperabilità dei sistemi informativi e/o saranno aderenti a standard consolidati, anche in ambito EU.

Tutte le amministrazioni dovranno aderire agli standard tecnologici e ai profili di interoperabilità del nuovo Modello di interoperabilità che consentirà di definire ed esporre Application Programming Interface (API) conformi.

Le API dovranno rifarsi alle migliori pratiche di gestione (API management), prevedendo in particolare:

  • tracciabilità delle diverse versioni delle API, allo scopo di consentire evoluzioni non distruttive (versioning);
  • documentazione coordinata con la versione delle API (documentation);
  • gestione degli utilizzatori, in particolare autenticazione e autorizzazione (user management, authentication, authorization);
  • limitazioni di utilizzo collegate alle caratteristiche delle API stesse e della classe di utilizzatori (throttling);
  • tracciabilità delle richieste ricevute e del loro esito (logging e accounting), anche al fine della non ripudiabilità della comunicazione;
  • pacchetti software per l’interfacciamento per i servizi strategici di terze parti (SDK);
  • un adeguato livello di servizio in base alla tipologia del servizio fornito (SLA);
  • configurazione scalabile delle risorse;
  • pubblicazione di metriche di utilizzo(analytics)

Come stabilito nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubbliche Amministrazioni, AgID:

  • fornirà un catalogo distribuito delle API e dei servizi disponibili con una interfaccia di accesso unica;
  • verificherà il rispetto delle regole del Modello di interoperabilità, quale condizione di accesso al catalogo;
  • controllerà con continuità il rispetto dei requisiti per l’iscrizione al catalogo
  • gestirà la risoluzione di problematiche con appositi strumenti di cooperazione (ad es.help desk, forum, mailing list e newsletter);
  • stabilirà, pubblicherà e controllerà le metriche di utilizzo;
  • metterà a disposizione librerie e SDK per fornire molte delle funzionalità definite dalle linee guida

Coerentemente con l'abrogazione dell'articolo 58 del CAD non serviranno più convenzioni tra amministrazioni, AgID stabilirà nelle linee guida le modalità di adesione alle API.