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SUAP

Cosa deve fare una PA per aderire ad impresainungiorno (II1G)?

Per aderire al SUAP Camerale è possibile rivolgersi alla Camera di Commercio competente sul territorio, la quale seguirà il Comune per tutta la durata dell'iter di adesione. Alla luce degli adempimenti previsti dal nuovo Allegato Tecnico al DPR 160/2010, il Sistema Camerale si farà carico sia di adeguare le componenti che eroga, ovvero Front Office SUAP II1G e Back Office SUAP II1G, sia di richiedere al MIMIT la verifica tecnica di conformità delle stesse. Per questo motivo, i SUAP aderenti non dovranno effettuare alcun adempimento nei confronti della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e del Catalogo del Sistema Informatico degli Sportelli Unici (Catalogo SSU). Per quanto concerne i SUAP non aderenti a impresainungiorno, l’adeguamento delle piattaforme, la richiesta di verifica di conformità e l’accreditamento dei SUAP sarà a cura degli stessi.

Come viene gestita l’Autorizzazione nella PDND?

I sistemi aderenti alla PDND possono ricoprire due ruoli: Erogatore e Fruitore. Ogni Pubblica Amministrazione può essere contemporaneamente erogatore di alcuni e-service e fruitore di altri. La Pubblica Amministrazione aderente che ricopre il ruolo di Erogatore è colei che implementa nei propri sistemi informatici e pubblica gli e-service nella PDND, indicando le modalità di utilizzo, gli attributi richiesti ai potenziali fruitori, la durata del token di autorizzazione (Time to Live, TTL) e il limite di soglia delle chiamate giornaliere e, nondimeno, l’OpenAPI che descrive tecnicamente l’API REST che implementa l’e-service erogato. Gli erogatori sono responsabili della qualità, dell'accuratezza e della sicurezza dei dati che mettono a disposizione sulla piattaforma.

 

Il Fruitore, invece, è la Pubblica Amministrazione che accede ai dati sulla PDND:

 

  • - richiedendo la fruizione di un e-service;
  • - indicando le finalità per le quali utilizzerà l’e-service;
  • - inserendo la stima di carico, il numero di chiamate, all’e-service.

 

Sulla base di quanto definito dal fruitore e accettato dall’erogatore, i fruitori potranno ottenere dalla PDND un token di autorizzazione per l’accesso all’API REST che implementa l’e-service. Si ricorda che il token ottenuto dalla PDND ha una durata limitata (TTL), così come definito dall’erogatore al momento della pubblicazione dell’e-service, entro cui l’erogatore può effettuare richieste (request). Maggiori informazioni sono disponibili, nelle specifiche sezione della documentazione della PDND, all’URL https://docs.pagopa.it/interoperabilita-1.

Cosa sono XSD e Schematron?

Relativamente alle Regole di digitalizzazione dei moduli, le Specifiche Tecniche individuano XSD e Schematron quali le tecnologie/standard che assicurano la validazione dei dati delle istanze presentate dal Soggetto Presentatore, per permettere lo scambio di messaggi tra Front-office SUAP, Back-office SUAP ed Enti Terzi.

 

XSD è un linguaggio utilizzato per definire la struttura e il contenuto dei documenti XML, specificando le regole che un documento XML deve seguire per essere considerato valido, tramite la definizione di elementi, attributi e gerarchie dei dati, che possono essere semplici o complessi. XSD definisce anche vincoli come lunghezza o valori massimi e minimi.

 

Schematron, invece, è un linguaggio basato su regole per la validazione di documenti XML ed esprimere regole di validazione complesse che non possono essere facilmente espresse con XSD. Schematron è utile per verificare condizioni logiche complesse, supporta la definizione di pattern e fasi per validazioni in più passaggi, e può fornire messaggi di errore personalizzati.

 

XSD e Schematron sono spesso usati insieme per una validazione completa dei documenti XML: XSD garantisce la correttezza della struttura e dei tipi di dati, mentre Schematron definisce regole di validazione complesse e specifiche. La loro combinazione offre una validazione robusta e dettagliata.

Come faccio a validare un documento XML?

I Front-Office SUAP devono assicurare che le istanze scambiate con i Back-Office siano complete rispetto alla previsione normativa. A tale scopo è stato definito il framework “regole di digitalizzazione dei moduli”, che attraverso l’utilizzo degli standard XML-Schema e Schematron, permette di definire i vincoli che gli XML devono assicurare in coerenza con la previsione normativa relativa alla documentazione necessaria all’avvio dei procedimenti SUAP.

 

L’organizzazione delle “regole di digitalizzazione dei moduli” prevede la creazione e manutenzione dei seguenti oggetti digitali:  

 

  • - Vocabolari: rappresentano elenchi di valori ammissibili ed utilizzabili per condizionare la valorizzazione degli attributi;
  • - Attributi: rappresentano uno specifico dato declinato con la tipologia, i vincoli, ed eventualmente il vocabolario a cui i valori dello stesso sono vincolati;
  • - Entità: rappresenta l'astrazione di un oggetto della realtà quale aggregazione di attributi definiti;
  • - Sezioni: rappresentano una porzione delle Regole di digitalizzazione dei moduli quale aggregazione di entità compresa la relativa contestualizzazione;
  • - Moduli: rappresentano le Regole di digitalizzazione dei moduli quale aggregazione di sezioni definite

 

Questi oggetti sono legati tra loro secondo delle relazioni, in particolare:

 

  • - Un Vocabolario tipizza gli Attributi delle Entità;
  • - Un’Entità è raccolta in Sezioni;
  • - Le Sezioni sono associate nei Moduli.

 

La validazione di questi oggetti richiede le seguenti condizioni:

 

  • - Un singolo Vocabolario deve essere definito predisponendo un file XML caratterizzato da un unico CodeList element che deve includere gli elementi previsti da OASIS Code List Representation (genericode) Version 1.0

 

  • - Una Entità deve essere implementata tramite:
  • o uno XML Schema conforme a W3C XML Schema (XSD) che contiene la definizione di una singola entità e dei relativi attributi;
  • o uno Schematron conforme a ISO/IEC-19757-3:2020 Information technology, includendo le necessarie assert per la verifica dei vocabolari e i controlli tra gli attributi dell’entità.

 

  • - Una Sezione deve essere implementata tramite:
  • o uno XML Schema conforme a W3C XML Schema (XSD) che contiene la definizione di una singola sezione quale raccolta di entità definite;
  • o uno Schematron conforme a ISO/IEC-19757-3:2020 Information technology, includendo le caratteristiche delle entità utilizzate attraverso la specializzazione delle obbligatorietà e/o cardinalità degli attributi delle stesse.

 

  • Un Modulo deve essere definito tramite un complextType element per definire le sezioni specifiche del modulo e, se queste sono condivise, definire le associazioni tra le stesse.

 

Per maggiori dettagli si rimanda al capitolo 5 delle specifiche tecniche di cui all’art. 5 dell’allegato al DPR 160/2010 (https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/SPECIFICHE_TECNICHE_S…).

Che cosa è il modulo digitale “ben formato”?

La verifica del "ben formato" è il processo di controllo per assicurare che le informazioni presenti nei moduli digitali rispettano i vincoli definiti nelle Regole di digitalizzazione dei moduli. Più nel dettaglio, questa verifica si concentra sulla conformità della documentazione alle regole e ai formati richiesti, garantendo che tutte le informazioni necessarie siano presenti e che siano inserite correttamente, andando a verificare che vengano rispettati i vincoli definiti.

 

Il framework per la definizione delle Regole di digitalizzazione dei moduli deve soddisfare i seguenti requisiti:

 

  • - tipizzazione dei dati: definisce l’utilizzo di caratteri alfanumerici, numerici, espressioni booleane Vero/Falso o altri tipi;
  • - restrizioni sul tipo dei dati: definisce la lunghezza dei testi o il rispetto di un'espressione regolare che limita l’utilizzazione dei caratteri secondo alcune regole predefinite;
  • - cardinalità dei dati: definisce l’obbligatorietà di un campo o le occorrenze;
  • - dipendenze incrociate tra dati.

Perché adottare documenti in formato digitale XML?

I Front-Office SUAP devono assicurare che i documenti presentati per le istanze scambiate con i Back-Office siano completi rispetto alla previsione normativa. A tale scopo, è stato individuato un framework per definire le "Regole di digitalizzazione dei moduli" basato sulle tecnologie XML-Schema e Schematron, per garantire il rispetto dei vincoli definiti dalla normativa.

 

XML (eXtensible Markup Language) è un linguaggio di markup progettato per la memorizzazione e il trasporto di dati strutturati. Un documento con formato digitale XML è un documento che utilizza la sintassi XML per definire la struttura e il contenuto dei dati in modo standardizzato.

 

Uno dei principali vantaggi di XML è la loro capacità di favorire l'interoperabilità, consentendo lo scambio e l'interpretazione dei dati tra diversi sistemi e applicazioni. Questo standard comune promuove connettività e collaborazione tra organizzazioni e settori. La struttura flessibile di XML migliora i processi aziendali, aumentando l'automazione e l'efficienza. Inoltre, XML offre una gestione dei metadati avanzata e consente alle organizzazioni di incorporare informazioni aggiuntive all'interno dei loro documenti, facilitando così la ricerca, la gestione e la tracciabilità dei dati.

Come viene gestita l’Autenticazione nella PDND?

La gestione dell'autenticazione nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) è un elemento cruciale per garantire l’accesso ai servizi esposti tra le pubbliche amministrazioni italiane. Per l'autenticazione degli utenti, la PDND utilizza sistemi robusti come il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la Carta d'Identità Elettronica (CIE) e la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Questi sistemi permettono ai soggetti incaricati di accedere ai servizi online tramite la loro identità digitale, garantendo un processo di autenticazione sicuro ed efficace.

 

Oltre agli utenti, anche le applicazioni e i servizi che richiedono l'accesso ai dati devono essere autenticati. Questo avviene attraverso l'uso di Client e certificati digitali, che permettono alle applicazioni di dimostrare la propria identità e stabilire connessioni sicure con la PDND. Un Client è un contenitore che raccoglie le relative chiavi pubbliche, ovvero un corredo crittografico di cui gli aderenti si dotano per ottenere un voucher da PDND Interoperabilità. Ogni client può essere associato a una o più finalità, definite con lo scopo di dettagliare le sue motivazioni di utilizzo e le modalità di accesso alle informazioni. Una volta associato, il materiale crittografico lì depositato sarà considerato valido per richiedere a PDND Interoperabilità un voucher per quella finalità.

 

Maggiori informazioni sono disponibili, nelle specifiche sezione della documentazione della PDND, all’URL https://docs.pagopa.it/interoperabilita-1.

Come i Sistemi SSU possono aderire alla PDND?

Per avere accesso alla PDND ogni ente, già accreditato sull’ indice IPA di cui all’art. 6-ter del CAD, dovrà seguire il processo di Onboarding, firmando l’accordo di adesione. L’Onboarding richiede l’inserimento dei dati dell’ente aderente e di un legale rappresentante, la nomina degli amministratori per la piattaforma PDND e la firma dell’accordo di adesione. Si ricorda che il processo di Onboarding è realizzato da un ente una sola volta indipendentemente dal sistema SSU.

 

Le persone indicate avranno la qualifica di Delegato all'interno di PDND Interoperabilità e avranno pieni poteri di amministrazione. Le figure operative (Operatore API e Operatore di Sicurezza) potranno essere aggiunte e gestite in un secondo momento.

 

L’accordo di adesione viene inviato via PEC al domicilio digitale dell'ente come è indicato sul Catalogo IPA. Deve essere firmato per nome e per conto del Legale Rappresentante e caricato al link fornito nella PEC.

 

Maggiori dettagli sono disponibili alla documentazione della PDND all’URL https://docs.pagopa.it/interoperabilita-1/manuale-operativo/guida-allad….

Dove sono disponibili gli e-service pubblicati per il Sistema SSU?

Il Modello di Interoperabilità delle Pubbliche Amministrazioni (MoDI) individua nelle Linee Guida sull’infrastruttura per l’interoperabilità della Piattaforma Digitale Nazionale Dati il Catalogo delle API quale componente, unica e centralizzata, della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), che assicura alle parti coinvolte nel rapporto di erogazione e fruizione la consapevolezza sulle API disponibili.

 

Il Catalogo API è realizzato al fine di:

  • - favorire l’uso degli e-service grazie alla loro pubblicazione e la messa a disposizione della relativa documentazione tecnica;
  • - agevolare la gestione del ciclo di vita degli e-service;
  • - mitigare la creazione di interfacce ridondanti e/o con semantica sovrapposta;

 

 Ogni e-service pubblicato sul Catalogo API si compone delle seguenti parti:

  • - i descrittori dell’e-service, che definiscono le informazioni relative alla natura dell’e-service e le informazioni tecniche per usufruire dello stesso;
  • - di una descrizione tecnica dell’interfaccia (IDL) per usufruire dell’e-service;
  • - la documentazione accessoria e manualistica per l’utilizzo del e-service.

Come viene garantita l'interoperabilità tra il SUAP e altri enti pubblici?

L'interoperabilità viene garantita attraverso l'adozione di standard e protocolli comuni, declinati attraverso le API REST che i sistemi informatici devono implementare, nel rispetto delle normative nazionali, allegato tecnico del DPR 160/2010, che disciplinano lo scambio di dati tra le amministrazioni pubbliche coinvolte nei procedimenti SUAP.

 

Per garantire ciò, in applicazione del MoDI, il Sistema SSU individua la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) quale l’infrastruttura tecnologica che svolge il ruolo di authentication & authorization server, rendendo possibile l’interoperabilità dei sistemi informativi, delle basi di dati delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici. PDND favorisce la conoscenza e l’utilizzo del patrimonio informativo detenuto, nonché la condivisione dei dati tra i soggetti che hanno diritto ad accedervi al fine di semplificazione degli adempimenti amministrativi dei cittadini e delle imprese.

 

Le indicazioni su come le PA danno seguito all'interoperabilità dei propri sistemi informatici sono oggetto delle Linee Guida Interoperabilità Tecnica.

 

La condivisione di dati e informazioni avviene attraverso la messa a disposizione e l’utilizzo, da parte dei soggetti accreditati in PDND, di interfacce di programmazione applicative (API). Le interfacce dei sistemi SSU, sviluppate dai soggetti abilitati, sono raccolte nel «Catalogo API» reso disponibile dalla piattaforma PDND ai soggetti accreditati. I soggetti coinvolti sono tenuti ad accreditarsi alla piattaforma, a sviluppare le interfacce e a renderle disponibili per garantire l’interoperabilità tra tutti i sistemi appartenenti all’SSU.