Poli di conservazione

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha coordinato in base ad un accordo di collaborazione con l’Archivio centrale dello Stato, il Consiglio nazionale del notariato e l’Agenzia  industrie difesa, un tavolo di lavoro istituzionale per la definizione di un modello di riferimento di Poli di conservazione.

Ultimo aggiornamento
22-06-2021

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha istituito un tavolo istituzionale al fine di promuovere e definire un modello di rete di poli di conservazione che garantisca l’interoperabilità tra gli stessi, nel rispetto del quadro normativo nazionale, delle politiche di transizione al digitale, dei criteri archivistici e degli standard di settore.  Nello specifico gli obiettivi sono stati i seguenti:

  • definizione delle caratteristiche e dei requisiti distintivi delle due fattispecie di conservazione previste dal nostro ordinamento giuridico: la conservazione a breve/medio termine e a lungo termine/permanente;
  • definizione del concetto di Poli per la conservazione dei documenti e degli archivi informatici, in continuità con quanto previsto dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019 e da quello 2019-2021, in conformità allo standard OAIS e alla normativa di riferimento;
  • definizione del concetto di Rete dei Poli;
  • analisi delle criticità in tema d’interoperabilità tra le piattaforme di conservazione digitale e della sperimentazione operativa volta a individuare possibili soluzioni sulle modalità di comunicazione, con particolare riferimento allo scambio di pacchetti di archiviazione che risultino leggibili dalle diverse piattaforme;
  • descrizione dei sistemi di gestione di conservazione degli enti che hanno partecipato al gruppo di lavoro sulla Rete dei Poli di conservazione, per consentire il confronto delle esperienze, enucleando le caratteristiche tecniche e organizzative che le accomunano e/o che le distinguono.

Come esito dei lavori del tavolo, è stato prodotto un documento di indirizzo riguardante la definizione di un modello di riferimento per i Poli di Conservazione e la relativa rete nazionale, al quale i soggetti indicati nell’articolo 2 commi 2 e 3 del CAD possono fare riferimento. 

Ai sottoscrittori iniziali dell'accordo si sono in seguito aggiunti altri soggetti che hanno contribuito in via continuativa ai lavori e alla redazione del documento di indirizzo: Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ministero della Giustizia, Direzione generale Archivi, Polo archivistico dell’Emilia-Romagna, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Regione Marche, Regione Veneto, Società generale d'Informatica S.p.A., Associazione nazionale archivistica italiana.