Codice Amministrazione Digitale

Nel quadro di una estesa riorganizzazione dell’azione della Pubblica Amministrazione, dapprima con il decreto legislativo 22 agosto 2016 n. 179 poi, ancora più recentemente, con il decreto legislativo 13 dicembre 2017 n.217, si è intervenuti sulla disciplina contenuta nel Codice dell’Amministrazione Digitale (di seguito CAD) di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n-82 e successive modificazioni, allo scopo di promuovere e rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale di cittadini ed imprese.

In virtù delle modifiche apportate dall’ultimo intervento normativo il CAD è stato ulteriormente razionalizzato nei suoi contenuti.

Si è proceduto ad una azione di deregolamentazione, sia semplificando il linguaggio, sia sostituendo le precedenti regole tecniche con linee guida la cui adozione, a cura di AgID, risulterà più rapida e reattiva rispetto all’evoluzione tecnologica.

Inoltre, così come evidenziato dalla relativa relazione illustrativa del d.lgs. n.217/17:

  • è stata sottolineata con maggior forza la natura di carta di cittadinanza digitale della prima parte del CAD concentrandovi disposizioni volte ad attribuire a cittadini e imprese il diritto ad una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello di effettuare pagamenti online;
  • è stata promossa l’integrazione e l’interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle pubbliche amministrazioni in modo da garantire a cittadini e imprese il diritto a fruirne in maniera semplice;
  • è stata garantita maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici prevedendo che non solo quelli firmati digitalmente – o con altra firma elettronica qualificata ma anche quelli firmati con firme elettroniche diverse possano, a certe condizioni, produrre gli stessi effetti giuridici e disporre della stessa efficacia probatoria senza che debba essere necessariamente un giudice, caso per caso a valutare al riguardo;
  • è stata rafforzata l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale sia istituendo presso l’AgID l’Ufficio del Difensore civico per il digitale sia aumentando la misura delle sanzioni irrogabili qualora i fornitori di servizi fiduciari violino le norme;
  • è stato promosso un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico riconducendo tale obiettivo tra le finalità istituzionali di ogni amministrazione.