La ricevuta telematica deve essere sottoposta a bollo, considerata la sua efficacia liberatoria?

La ricevuta telematica deve essere sottoposta a bollo, considerata la sua efficacia liberatoria?

Attraverso l’interazione tra la PA e il PSP aderente, il pagamento eseguito con pagoPA ha efficacia liberatoria per l’utente, oltre che del pagamento effettuato, anche della posizione debitoria sottostante, ancorché tale pagamento non sia eseguito presso l’ente o presso la banca tesoriera e/o cassiera dell’ente stesso.All’esito dell’operazione di pagamento, il PSP aderente, di norma, rilascia all’utente pagatore la ricevuta telematica (RT) che il sistema pagoPA comunque mette a disposizione della PA e che, in caso di esito positivo della richiesta di pagamento, assume, come appena ricordato, efficacia liberatoria per l’utente.A sua volta, la PA può mettere a disposizione del utente pagatore e/o inviare al medesimo la RT.Precisato quanto fin qui esposto, si segnala che la PA non è chiamata ad assolvere l’imposta di bollo sulla RT, essendo tale documento emesso dal PSP.Infine, per completezza, come segnalato nelle Linee Guida (cfr. paragrafo 10.4 a pagina 16 di 22) ove la PA, in aggiunta alla RT, intenda produrre per l’utente pagatore una specifica quietanza per il pagamento ricevuto di cui alla RT, dovrà tenere nella debita considerazione le disposizioni in materia di bollo che, se dovuto, rimane a carico in via solidale della PA e dell’utente pagatore e dovrà essere assolto al di fuori del sistema pagoPA.

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