Domande frequenti (FAQ)

Glossario

PSP: Prestatore Servizi di Pagamento ovvero il soggetto che eroga il servizio di pagamento e effettua verso l’Ente Creditore il versamento delle somme incassate dal cittadino.

IUV: Identificativo Univoco Versamento ovvero il codice che identifica univocamente il pagamento all’interno di una Pubblica Amministrazione.

RPT: Richiesta Pagamento Telematica ovvero l’insieme dei dati che riguardano il pagamento (es. importo, Ente Creditore, IUV, etc.).

RT: Ricevuta Telematica ovvero il messaggio che riporta all’Ente Creditore l’esito del pagamento.

Quietanza di pagamento: documento che l’Ente Creditore mette a disposizione del cittadino in seguito alla ricevuta telematica fornitagli da pagoPA.

PA: Pubblica Amministrazione (es. comune, regione, ministero, etc.).

EC: Ente Creditore, ovvero l’Ente beneficiario del pagamento, che di solito è una Pubblica Amministrazione, ma potrebbe essere ad esempio un Gestore Privato di Pubblici Servizi (es. mobilità, rifiuti, etc.).

CBILL: Identifica la piattaforma di incasso delle banche disponibile anche alla Pubblica Amministrazione. CBILL è fruibile da Home Banking o ATM ed è integrato a pagoPA.

ATM: Sportello Bancomat.

SURCHARGE: sovrapprezzo applicato dal beneficiario sull’importo da pagare che ha lo scopo di coprire i costi di incasso e che si distingue dalla commissione che il PSP chiede al pagatore per eseguire l’operazione.

D.L.: Decreto Legge.

Multicanalità: possibilità di pagare attraverso diversi strumenti (carta di credito, conto corrente, bollettino postale, etc.) e canali (smartphone, web, ATM, punto fisico sul territorio, etc.).

CVV: Card Verification Value codice di tre o quattro cifre inserito sul retro (VISA, Mastercard) o sul frontespizio (American Express) della carta.

CAD: Codice Amministrazione Digitale, ovvero il D.Lgs. n. 82/2005.

SEPA: Single Euro Payments Area - Area unica dei pagamenti in euro ovvero norme e processi per i pagamenti validi per i paesi dell’Unione Europea.

PSD: Payment Services Directive ovvero le direttive e le relative norme nazionali di recepimento, alle quali devono sottostare i sistemi di pagamento.

PSD2: Nuova versione della PSD. In corso di recepimento dal legislatore nazionale. 

 

GRUPPO A – FAQ DI CARATTERE GENERALE

 

A1: Pagamenti elettronici: cos'è pagoPA?

RA1: PagoPA è un sistema per rendere più semplici, sicuri e trasparenti tutti i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. PagoPA è adottato obbligatoriamente da tutte le Pubbliche Amministrazioni e da un numero crescente di Banche e di istituti di pagamento (Prestatori di Servizi a Pagamento - PSP). PagoPA è previsto in attuazione dell’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dal D.L. 179/2012.

pagoPA nasce per specifici motivi:

  • Incrementare l’uso di modalità elettroniche di pagamento a livello di sistema Paese in considerazione del fatto che, i pagamenti della PA, sono rilevanti per numero di transazioni e volumi
  • rendere il cittadino libero di scegliere come pagare, dando evidenza dei costi di commissione
  • ridurre i costi di gestione degli incassi per le PA 
  • standardizzare a livello nazionale le modalità elettroniche di pagamento verso la PA

A2: Cosa posso pagare con pagoPA?

RA2: PagoPA permette di pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, ma anche verso altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica, le scuole, le università, le ASL. 

PagoPA non è un sito dove pagare, ma un sistema di pagamenti standard adottato da Banche e altri istituti di pagamento. Si possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’app dell’Ente Creditore (il tuo comune, ad esempio) o attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizio a Pagamento (PSP), ovvero:

  • Presso le agenzie della tua banca
  • Utilizzando l'home banking della tua banca (dove trovi i loghi CBILL o pagoPA)
  • Presso gli sportelli ATM della tua banca (se abilitati)
  • Presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e ITB
  • Presso le Poste, se il canale è attivato dalla Pubblica Amministrazione che ha inviato l'avviso

A3: Con pagoPA posso anche riscuotere crediti verso la pubblica amministrazione?

RA3: No, il sistema pagoPA permette solo pagamenti verso la Pubblica Amministrazione.

A4: Quali sono i vantaggi di pagoPA per i cittadini? 

RA4: Il principale vantaggio di utilizzare il sistema pagoPA è quello di affidarsi ad un sistema unico di pagamento, semplice, rapido e trasparente (certezza dei costi di commissione, chiarezza degli importi, ecc.), per effettuare qualsiasi tipo di pagamento verso la Pubblica Amministrazione. In particolare:

  • multicanalità integrata a livello nazionale con trasparenza dei costi delle commissioni
  • uniformità dell'avviso di pagamento e possibilità di avvisare il cittadino digitalmente sui canali che preferisce (notifiche sull’app o sul sito del PSP scelto, SMS o mail)
  • certezza del debito dovuto, con possibilità di ottenere l'attualizzazione dell'importo (ovvero l’importo da pagare è sempre quello valido e richiesto dalla PA. Se l’importo varia nel tempo per interessi di mora o altro, su pagoPA viene sempre aggiornato)
  • semplicità e velocità del processo: basta inserire il codice di avviso (IUV Identificativo Unico Versamento) per pagare e ricevere la quietanza liberatoria ovvero la certezza che la PA ha incassato il tributo e non potranno esserci verifiche o accertamenti successivi.

A5: Quali sono i vantaggi di pagoPA per le Pubbliche Amministrazioni?

RA5: Il sistema pagoPA permette alle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare un sistema semplice, standardizzato, non oneroso per ricevere qualsiasi tipo di pagamento. Tra i vantaggi, pagoPA permette di ridurre i costi per ricevere e gestire i pagamenti e di automatizzare gli incassi, rendendone più facile ed efficiente la gestione.

A6: È obbligatorio per un Ente pubblico offrire come metodo di pagamento pagoPA?

RA6: Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute per legge ad aderire al sistema di pagamento pagoPA. Le PA che non hanno rapporti diretti con cittadini e imprese, possono essere esentate dall’adesione al sistema, purché abbiano inviato ad AgID la specifica dichiarazione per tale esenzione.

L’obbligo di adesione al sistema pagoPA è esteso anche alle società a controllo pubblico. 

Il D.Lgs. n. 179/2016 (G.U. n. 214 del 13.9.2016) ha modificato l’articolo 2, comma 2, del CAD introducendo nel perimetro soggettivo del CAD anche le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, escluse le società quotate. Il D.Lgs. n. 175/2016, all’articolo 2, lettera m), ha delineato il concetto di società a controllo pubblico. In particolare, le società a controllo pubblico sono definite come quelle società in cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, e precisamente:

  1.  le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
  2. le società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
  3. le società che sono sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.

L’articolo 2359 del codice civile precisa che ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) che precedono “si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si computano i voti spettanti per conto di terzi. Sono considerate collegate le società sulle quali un'altra società esercita un'influenza notevole. L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in borsa”.

Infine, all’articolo 2 del D.Lgs. n. 175/2016 è ulteriormente precisato che “Il controllo può sussistere anche quando, in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all'attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo”.

Tutti i costi applicati dai PSP sono espressi chiaramente e in modo trasparente durante ogni pagamento tramite pagoPA.  

A7: Che cosa è il Nodo dei Pagamenti-SPC?

RA7: Il Nodo dei Pagamenti-SPC è un’infrastruttura tecnologica unitaria, basata su regole e specifiche standard, che offre una modalità semplificata e uniforme per garantire l'interoperabilità tra le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi aderenti per l’effettuazione dei pagamenti verso la PA. Tale infrastruttura non è una piattaforma di pagamento, ma permette al pagatore di richiedere l’esecuzione del pagamento a favore del soggetto aderente al sistema pagoPA scegliendo la modalità di pagamento preferita, avendo, al contempo, la garanzia della rapidità e della piena trasparenza del pagamento stesso.

A8: Quali sono i soggetti che devono o possono aderire al Nodo dei Pagamenti-SPC?

RA8: Per identificare i soggetti obbligati ad aderire al Sistema pagoPA è necessario fare riferimento sia all’articolo 5 del CAD, sia all’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012 come convertito in legge, poiché tale secondo articolo stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad aderire all’infrastruttura del Nodo dei Pagamenti-SPC. L’adesione resta invece facoltativa da parte dei gestori di pubblici servizi e dei prestatori di servizi di pagamento.

A9: Quali sono gli strumenti di pagamento e i canali utilizzabili?

RA9: Con l’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC la PA può automaticamente, senza costi aggiuntivi né necessità di convenzionamenti con i PSP, mettere a disposizione del cittadino i seguenti strumenti e canali di pagamento elettronico:

  1. il bonifico bancario o postale ovvero il bollettino postale;
  2. versamenti effettuati con «carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l'addebito in conto corrente», avvalendosi dei prestatori di servizi di pagamento individuati secondo la procedura di cui al comma 1, lettera b) dell’art. 5 del CAD.

I pagamenti di cui al punto 2) possono essere effettuati presso ATM o POS fisici o virtuali messi a disposizione dai Prestatori di Servizi di Pagamento ovvero essere eseguiti autorizzando addebiti diretti da parte dell’utilizzatore finale.

A10: Quali sono i modelli di pagamento previsti?

RA10: I modelli di pagamento previsti dal Nodo sono:

  • Modello 1: pagamento contestuale all’erogazione del servizio da parte della PA tramite il suo portale (pagamento in tempo reale)
  • Modello 2: pagamento differito rispetto all’erogazione del servizio da parte della PA tramite il suo portale (incasso pre-autorizzato)
  • Modello 3: pagamento eseguito tramite il canale del prestatore del servizio di pagamento prescelto (tipicamente canale fisico - Uffici Postali, Ricevitorie, Tabaccherie, ATM Bancomat, etc.)

Per la descrizione dettagliata dei modelli di pagamento si rimanda alla documentazione disponibile sul sito dell’Agenzia. Si precisa che, a prescindere al modello di pagamento utilizzato, in linea con quanto previsto all’articolo 17 del Decreto legislativo n. 11/2010, l’ordine di pagamento ricevuto dal PSP è irrevocabile da parte dell’utilizzatore finale. Pertanto, una volta che l’utilizzatore finale abbia richiesto al PSP di eseguire l’operazione di pagamento nei confronti della PA, il pagatore e il PSP non potranno mai revocare l’ordine di pagamento ovvero pregiudicare il carattere definitivo della relativa operazione di pagamento.

A11: Quanti sono i PSP aderenti a pagoPA?

RA11: Al 30 agosto 2017 i Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti erano 394. Sul sito di AgID è possibile consultare l’elenco dei Prestatori di Servizi a Pagamento (PSP) aderenti a pagoPA.

A12: Che differenza c’è tra CBILL e pagoPA?

RA12: CBILL è un logo commerciale delle banche che identifica la piattaforma di pagamento delle banche disponibile anche per la Pubblica Amministrazione. La piattaforma di pagamento CBILL si può utilizzare attraverso l’Home Banking o gli ATM ed è integrata a pagoPA, nel senso che tutti i pagamenti effettuati attraverso CBILL, utilizzando un codice identificativo del sistema pagoPA (IUV), sono gestiti da pagoPA.

A13: Ci sono differenze di costo tra i diversi Prestatori di Servizio a Pagamento? 

RA13: Si. Ogni istituto che gestisce in pagamenti con pagoPA (Prestatori di Servizi a Pagamento) può applicare autonomamente differenti costi, a seconda delle proprie politiche commerciali e delle condizioni contrattuali dell’utente. 

A14: Perché con pagoPA sembra di pagare di più?

RA14: Con pagoPA le commissioni, nella peggiore delle ipotesi, rimangono invariate rispetto ai casi in cui pagoPA non è usato. La differenza è che, con pagoPA, le commissioni vengono esposte in modo trasparente al cittadino, che potrà rendersi conto come tendenzialmente i costi si riducono. 

Prima dell’introduzione di pagoPA in molti casi era l’Ente Creditore a inglobare i costi di commissione all’interno del tributo o del servizio. Il costo di commissione, quindi, rimaneva nascosto al cittadino ma comunque presente.

Negli altri casi il costo di commissione era esplicito. Ad esempio il pagamento con il bollettino postale o con un avviso in banca comporta un costo di commissione, anche se pagato con l’home banking.

Nel pagamento di un F24, ad esempio, i costi di commissione non sono trasparenti. Il cittadino non dovrebbe avere commissioni quando lo utilizza per pagare un tributo, ma questo non significa che le banche, che ne consentono l’incasso, non percepiscano costi di servizio. In questo caso è l’Agenzia delle Entrate che corrisponde alle banche 85 centesimi per ogni F24 pagato in via telematica e più di 1 euro per ogni F24 pagato allo sportello bancario, per quasi un miliardo di euro l’anno (dati dell’Osservatorio eGovernment). Questi sono costi di sistema che gravano sul cittadino, anche se in modo indiretto.

Questa tabella mostra alcuni esempi di come cambiano i costi di commissione per il pagamento di un servizio prima e dopo l’introduzione di pagoPA:

Canali di pagamento

Commissioni prima di pagoPA

con pagoPA

Home Banking/CBILL

Variabili in base al rapporto Banca- Cliente e in base alla Banca scelta

Variabili, a partire da zero, in base al rapporto Banca-Cliente.

Non superiori rispetto a prima

Agenzie Bancarie e ATM (1)

A partire da 2 Euro e dipendenti dalla Banca. Non disponibile in tutti gli Istituti.

A partire da 1,30 Euro dipendenti dalla Banca scelta. Servizio disponibile presso tutti i PSP aderenti a pagoPA

Sito della PA/Comune

Non sempre il servizio era disponibile. Quando disponibile le commissioni erano imposte dalla Banca Tesoriera scelta dalla PA e assorbite dalla PA

Il cittadino paga in base al PSP e allo strumento che sceglie (Conto corrente, carta di credito, altro). In alcuni casi commissioni pari a 0 quando si paga con addebito in conto (es. Banca Intesa, Banco di Napoli, CR Veneto, altre).  Sulla carta di credito grazie alla tecnologia di pagoPA i costi di commissione sono ottimizzati

POSTE tramite bollettino postale (1) (2)

1,10 - 1,50 Euro

1,10 - 1,50 Euro

Sisal (1) (2)

2 Euro

2 Euro

Lottomatica (1) (2)

2 Euro

2 Euro

Banca 5 (ITB) (1) (2)

2 Euro

1,70 Euro (in promozione fino a data da definirsi)

PayPAL (2)

Non sempre disponibile

In base al tipo di carta o al tipo di conto. Condizioni di favore per pagoPA:

1,50 Euro (indipendente dall’importo)

Supermercati (GDO) (1) (2)

In base alla catena

In base alla catena

F24

Gratuito per il cittadino se usa l’Home Banking (le commissioni vengono assorbite dallo stato). Commissioni variabili se pagato a sportello bancario

ND

Pagamento presso sportelli fisici della PA

Contante o carta di credito. La commissione dipende dall’accordo di tesoreria e viene assorbito dalla PA

A breve disponibili attraverso POS fisici integrati con pagamento tramite carta di credito.

  1. in questi casi il pagamento può avvenire con carta di credito/debito o contante.
  2. da notare che con pagoPA, l’esercente potrebbe non richiedere, in aggiunta alla commissione, ulteriori agi e/o oneri connessi all’attività di riscossione di tributi, con l’effetto, che nel complesso l’operazione di pagamento potrebbe risultare più economica per il cittadino.

 

A15: Perchè devo pagare le commissioni?

RA15: Le commissioni per la gestione del pagamento sono causate da alcuni costi di servizio che i PSP sostengono per garantire un servizio di qualità: ad esempio la continuità di erogazione h24x365, i tempi di esecuzione delle transazioni che devono essere molto bassi, costi dei circuiti internazionali nel caso di pagamento con carta di credito, sicurezza e servizi anti-frode, affidabilità dell’infrastruttura, etc. 

A16: Perché con pagoPA si dovrebbero ridurre le commissioni?

RA16: Il potere contrattuale di qualsiasi ente, anche di grandi dimensioni, è certamente inferiore a quello della Pubblica Amministrazione italiana nel suo complesso: per questo i PSP garantiscono a pagoPA un trattamento quasi sempre più vantaggioso.

Inoltre, la trasparenza dei costi di commissione dovrebbe incentivare la concorrenza, livellando verso il basso i costi di commissione: ad esempio, se vedo che la mia banca mi fa pagare una commissione alta per pagare con conto corrente posso scegliere la carta di credito, anche con un altro istituto.

A17: Posso pagare con carta di credito anche con pagoPA?

RA17: Si. Nella versione attuale l’interfaccia utente propone la scelta dello strumento di pagamento che voglio utilizzare. Se scelgo carta di credito, devo selezionare il circuito (VISA, Mastercard, AMEX, ecc.) e poi il PSP che voglio gestisca il pagamento. Questo comportamento nasceva dall’originaria idea di delegare al cittadino la scelta del PSP a lui più conveniente in tutti i casi. Questa User Experience è stata molto criticata, perché scomoda e difforme dalla normale esperienza che si ha su un sito e-commerce. Per questo motivo, con la versione che verrà rilasciata da AgID entro fine anno, il pagamento con carta avverrà con il semplice inserimento dei dati (numero, data di scadenza, CVV) e sarà pagoPA ad individuare il PSP più conveniente, ferma restando per il cittadino la facoltà di modificare tale suggerimento.

A18: Perché con l’attuale pagoPA se devo pagare con la mia carta di credito o debito, devo prima scegliere un PSP?

RA18: La logica di pagoPA è quella, concordata originariamente con Banca D’Italia, di fare in modo che il cittadino possa sempre scegliere il PSP con cui svolgere il servizio di pagamento, anche al fine di scegliere le commissioni da pagare. Ed è così che ragiona l’interfaccia utente attuale. Entro la fine del 2017 sarà possibile pagare semplicemente inserendo il numero carta, la data di scadenza e il CVV, perché le scelte sul PSP più conveniente ed adeguato saranno effettuate automaticamente da pagoPA.

A19: Le operazioni eseguite con carta di credito con pagoPA possono essere disconosciute o comunque stornate in favore del pagatore?

RA19: Con pagoPA, la carta di credito rappresenta solo uno degli strumenti che il cittadino può utilizzare.

Come per qualsiasi pagamento con carta di credito, il cittadino ha il diritto di disconoscere un’operazione che non ha autorizzato (ad esempio in caso di smarrimento della carta o clonazione della stessa), previa denuncia e blocco della carta, oppure contestando l’addebito entro 60 giorni dalla ricezione dell'estratto conto. L’istituto di pagamento (Prestatori di Servizi a Pagamento) che ha eseguito l’operazione di addebito della carta di credito è responsabile della verifica della legittimità della richiesta, come da normale procedura legata a qualsiasi pagamento effettuato con carta di credito. 

Resta ferma la possibilità per il pagatore di rivolgersi direttamente alla Pubblica Amministrazione che ha ricevuto il pagamento, per richiedere il rimborso dell’importo pagato, in quanto non dovuto in tutto o in parte, ad esempio per la mancata erogazione del servizio o per l’erogazione di un servizio di importo diverso da quanto già pagato.

A20: Se effettuo un pagamento errato posso annullare il pagamento?

RA20: PagoPA non consente pagamenti errati perché controlla l’esistenza della posizione debitoria e la sua consistenza al momento del pagamento. 

Se per qualsiasi motivo l’utente abbia la necessità di annullare un pagamento versato con pagoPA (o anche con altri canali), può richiedere all’Ente Creditore il rimborso che può essere effettuato tramite pagoPA (storno dell’operazione) entro il giorno stesso, ovvero prima del versamento effettivo dell’importo in favore dell’Ente.  Se la richiesta avviene successivamente, l’Ente Creditore può provvedere al rimborso con altri strumenti.

A21: Come segnalo un pagamento errato?

RA21: PagoPA non consente pagamenti errati perché controlla l’esistenza della posizione debitoria e la sua consistenza al momento del pagamento. 

Nel caso in cui un tributo sia stato pagato con pagoPA e anche al di fuori di esso (ad esempio tramite un F24, se l’Ente Creditore lo consente), il cittadino potrà segnalarlo all’Ente Creditore con gli strumenti messi a disposizione. 

Il rimborso potrà essere effettuato tramite pagoPA (storno dell’operazione) entro il giorno stesso del pagamento effettuato, ovvero prima del versamento effettivo dell’importo in favore dell’Ente. Se la richiesta avviene successivamente, l’Ente Creditore dovrà provvedere al rimborso con altre modalità.

A22: Cosa succede se pago due volte lo stesso servizio? 

RA22: Il pagamento doppio con pagoPA non è possibile. pagoPA non consente pagamenti errati perché controlla l’esistenza della posizione debitoria e la sua consistenza al momento del pagamento.

Nel caso in cui un tributo sia stato pagato con pagoPA e anche al di fuori di esso (ad esempio tramite un F24, se l’Ente Creditore lo consente), il cittadino dovrà richiederne il rimborso all’Ente Creditore.  Il rimborso potrà essere effettuato tramite pagoPA (storno dell’operazione) entro il giorno stesso del pagamento fatto utilizzando pagoPA, ovvero prima del versamento effettivo dell’importo in favore dell’Ente. Se la richiesta avviene successivamente, l’Ente Creditore dovrà provvedere al rimborso con altri strumenti. 

A23: Posso pagare una cifra sbagliata?

RA23: PagoPA non consente pagamenti errati perché controlla l’esistenza della posizione debitoria e ne verifica l’importo dovuto al momento del pagamento. 

A24: La mia banca non supporta pagoPA, cosa posso fare?

RA24: Quasi tutti gli istituti di credito che operano sul territorio nazionale supportano il sistema pagoPA 

Elenco dei Prestatori di Servizi a Pagamento (PSP) aderenti a pagoPA

Se la tua Banca non aderisce al sistema pagoPA potrai comunque pagare attraverso il sistema pagoPA attraverso gli altri canali, ovvero:

  • Sul sito o sull’app dell’Ente (se disponibile) utilizzando una carta di credito
  • Presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e ITB
  • Presso le Poste, se la Pubblica Amministrazione che ha inviato l'avviso ha attivato tale possibilità.

A25: Per tutti i pagamenti mi arriverà un avviso cartaceo?

RA25: No. L’avviso cartaceo è obbligatorio e previsto solo nel caso di notifica di provvedimenti. Gli Enti Creditori possono inviare avvisi anche in altri casi (ad esempio inviando una richiesta di pagamento nel caso della TARI).

A26: Se scelgo di pagare a rate mi arriverà un avviso alla scadenza di ogni rata?

RA26: No. Mi arriverà un solo avviso che contiene tutte le rate. È a carico del cittadino provvedere al pagamento delle singole rate.

A27: La ricevuta del pagamento fornita dal PSP scelto con pagoPA ha efficacia liberatoria?

RA27: Il Nodo dei Pagamenti-SPC rappresenta l’infrastruttura tecnica attraverso la quale i PSP aderenti, connettendosi ad un solo punto, si interfacciano con tutte le PA aderenti e ottengono ogni informazione necessaria all’operazione di pagamento, ivi inclusa la verifica della spettanza del pagamento e l’aggiornamento dell’importo dovuto. Questo meccanismo, in tempo reale, di verifica da parte del PSP dell’esistenza del debito e dell’aggiornamento del relativo importo, determinano l’effetto che la ricevuta del pagamento eseguito sia non solo liberatoria dell’importo versato ma, altresì, liberatoria della posizione debitoria sottostante del cittadino nei confronti della PA beneficiaria del pagamento, proprio poiché eseguito attraverso un PSP aderente al sistema pagoPA.

Tale effetto liberatorio, essendo strettamente connesso all’interazione tra la PA e il PSP aderente, si realizza esclusivamente attraverso i modelli di pagamento descritti nelle Linee guida, ossia con il modello 1, 2 o 3. Pertanto, ove il debitore inserisca in autonomia l’importo da versare, senza fare in alcun modo riferimento a un codice IUV predeterminato dalla PA e/o non ci sia alcuna interazione tra il PSP aderente e la PA beneficiaria, non potrà sussistere il valore liberatorio della posizione debitoria sottostante.

Inoltre, l’effetto liberatorio non potrà riguardare anche la posizione debitoria sottostante, laddove l’ammontare dell’importo effettivamente da pagare sia determinabile sulla base di elementi nella disponibilità esclusiva del pagatore all’atto del pagamento, tali, dunque, da escludere la possibilità per la PA beneficiaria di verificarne la correttezza. Ci si riferisce, a titolo esemplificativo, al pagamento delle tasse in autoliquidazione da parte del pagatore, oppure, al pagamento delle sanzioni del Codice della strada, in cui l’importo da pagare è variabile per legge a seconda della data dell’avvenuta notifica nei confronti dell’obbligato al pagamento.

A28: La ricevuta telematica deve essere sottoposta a bollo, considerata la sua efficacia liberatoria?

RA28: Attraverso l’interazione tra la PA e il PSP aderente, il pagamento eseguito con pagoPA ha efficacia liberatoria per l’utente, oltre che del pagamento effettuato, anche della posizione debitoria sottostante, ancorché tale pagamento non sia eseguito presso l’ente o presso la banca tesoriera e/o cassiera dell’ente stesso. All’esito dell’operazione di pagamento, il PSP aderente, di norma, rilascia all’utente pagatore la ricevuta telematica (RT) che il sistema pagoPA comunque mette a disposizione della PA e che, in caso di esito positivo della richiesta di pagamento, assume, come appena ricordato, efficacia liberatoria per l’utente. 

A sua volta, la PA può mettere a disposizione dell’utente pagatore e/o inviare al medesimo la RT. Precisato quanto fin qui esposto, si segnala che la PA non è chiamata ad assolvere l’imposta di bollo sulla RT, essendo tale documento emesso dal PSP.

Infine, per completezza, come segnalato nelle Linee Guida (cfr. paragrafo 10.4 a pagina 16 di 22) ove la PA, in aggiunta alla RT, intenda produrre per l’utente pagatore una specifica quietanza per il pagamento ricevuto di cui alla RT, dovrà tenere nella debita considerazione le disposizioni in materia di bollo che, se dovuto, rimane a carico in via solidale della PA e dell’utente pagatore e dovrà essere assolto al di fuori del sistema pagoPA.

A29: Qual è il livello di sicurezza dei pagamenti che avvengono su pagoPA?

RA29: Il livello di sicurezza è garantito dall’aderenza alle normative di sicurezza stabilite dalla Payment Card Industry (PCI) e all’aderenza ai requisiti sulla Strong Authentication previsti dalla PSD2. Tutti gli istituti di pagamento (Prestatori di Servizi a Pagamento) aderenti al sistema pagoPA devono sottostare ai requisiti di sicurezza e di prevenzione delle frodi imposti dalla PSD e PSD2.

A30: L’F24 è uno dei metodi di pagamento di pagoPA?

RA30: No. Al momento, pagoPA non gestisce lo strumento di pagamento dell’F24 che resta obbligatorio per le PA in fase di incasso solo ed esclusivamente se sussiste una normativa che obbliga all’uso esclusivo dell’F24 per gli incassi di quello specifico servizio. 

 

GRUPPO B – FAQ AMBITO NORMATIVO

 

B1: Quali sono i riferimenti normativi in materia di pagamenti elettronici a favore della PA?

B1: In forza della nuova formulazione dell’articolo 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale di cui al D.Lgs.  n. 82/2005, le Pubbliche Amministrazioni (centrali e locali), sono chiamate a consentire agli utenti (cittadini, imprese e professionisti) di eseguire con mezzi elettronici il pagamento di quanto a qualsiasi titolo dovuto alla Pubblica Amministrazione.

Per il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica in materia informatica, e al fine di garantire omogeneità di offerta ed elevati livelli di sicurezza, le Pubbliche Amministrazioni - ai sensi dell’articolo 15, comma 5 bis, del Decreto Legge n. 179/2012, come convertito in legge - sono tenute ad avvalersi dell’infrastruttura tecnologica pubblica, meglio conosciuta come Nodo dei Pagamenti-SPC, messa a disposizione dall’AgID. Il combinato disposto degli articoli appena citati ha generato la realizzazione del sistema dei pagamenti elettronici “pagoPA”.

Il documento “Linee Guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici a favore delle Pubbliche Amministrazioni e dei Gestori di Pubblici Servizi" - pubblicato in G.U. n. 31 del 7 febbraio 2014 - definisce le regole e le modalità di effettuazione dei pagamenti elettronici attraverso il Nodo dei pagamenti da parte dei soggetti aderenti. Le Linee Guida, in quanto normativa secondaria, hanno come presupposto le disposizioni primarie in materia di pagamenti, ivi incluso il D.Lgs. n.11/2010.

L’esecuzione di pagamenti elettronici a favore della PA (centrale e locale) avviene sulla base del quadro normativo composto dall’art. 5 del D.Lgs.  n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dell’art,15, comma 5 bis, del Decreto Legge n. 179/2012, convertito con L 221/2012. L’insieme di queste disposizioni è stato attuato con l’emanazione, da parte di AgID, della determina n. 8/2014 recante le “Linee Guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici a favore delle Pubbliche Amministrazioni e dei Gestori di Pubblici Servizi”.

B2: Come declinare il concetto di pubblica amministrazione?

RB2: Per la nozione di Pubblica Amministrazione, si rinvia a quanto già ampiamente dettagliato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la circolare interpretativa n. 1 del 9 marzo 2015 emessa per l’ambito applicativo soggettivo della fatturazione elettronica. 

B3: Qual è l’ambito soggettivo di applicazione dell’articolo 5 del CAD?

RB3: Il D.Lgs. n. 179/2016 (G.U. n. 214 del 13.9.2016) ha ri-formulato l’articolo 5 del CAD e ha mantenuto inalterato e in vigore l’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, già convertito in legge, che stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad aderire all’infrastruttura del Nodo dei Pagamenti-SPC.

Fatta tale precisazione, appare opportuno segnalare che, fermo restando l’ambito soggettivo dell’obbligo di cui all’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012 e la nozione di Pubblica Amministrazione di cui alla circolare interpretativa n. 1 del 9 marzo 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri (emessa per l’ambito applicativo soggettivo della fatturazione elettronica), la nuova formulazione dell’articolo 5 ha esteso ulteriormente l’ambito applicativo del Nodo dei Pagamenti-SPC.

Infatti, l’attuale articolo 2, comma 2, del CAD oltre alle Pubbliche Amministrazioni ha introdotto nel perimetro soggettivo del CAD anche le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, escluse le società quotate.

Pertanto, le Pubbliche Amministrazioni e le società a controllo pubblico, ai sensi del combinato disposto dell’attuale articolo 5 del CAD e dell’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, sono obbligate ad aderire al sistema pagoPA per consentire ai loro utenti di eseguire pagamenti elettronici in modalità uniforme nei loro confronti.

Per i soggetti non obbligati, ma che comunque rivestano la qualifica di gestori di pubblici servizi, resta ferma la facoltà di aderire anch’essi al Sistema, per consentire ai loro utenti di beneficiare dei servizi messi a disposizione dai PSP aderenti al Sistema pagoPA.

B4: Quali sono le società a controllo pubblico obbligate ad aderire al Nodo?

RB4: Come declinare il concetto di società a controllo pubblico per individuare l’ambito soggettivo dell’obbligatorietà dell’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC?

Come già ricordato, il D.Lgs. n. 179/2016 (G.U. n. 214 del 13.9.2016) ha modificato l’articolo 2, comma 2, del CAD introducendo nel perimetro soggettivo del CAD anche le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, escluse le società quotate. Il D.Lgs. n. 175/2016, all’articolo 2, lettera m), ha delineato il concetto di società a controllo pubblico. In particolare, le società a controllo pubblico sono definite come quelle società in cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, e precisamente:

  1. le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
  2. le società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
  3. le società che sono sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.

L’articolo 2359 del codice civile precisa che ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) che precedono “si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si computano i voti spettanti per conto di terzi. Sono considerate collegate le società sulle quali un'altra società esercita un'influenza notevole. L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in borsa”. Infine, all’articolo 2 del D.Lgs. n. 175/2016 è ulteriormente precisato che “Il controllo può sussistere anche quando, in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all'attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo”.

B5: Quali sono le scadenze previste?

RB5: La piattaforma tecnologica del Nodo dei Pagamenti-SPC è attiva e funzionante dal 2012 mentre l’obbligo dei soggetti sottoposti all’applicazione del CAD di consentire agli utenti (cittadini, imprese e professionisti) di eseguire con mezzi elettronici il pagamento di quanto a qualsiasi titolo dovuto alla Pubblica Amministrazione è in vigore dal 1° giugno 2013. Le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate per legge a formalizzare l’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC e a programmare e realizzare le attività di integrazione con la piattaforma tecnologica entro il 31 dicembre 2015, come indicato nelle Linee Guida.

B6: Quali sono le tempistiche per l’adesione, l’invio del piano e la messa in produzione dei servizi?

RB6: Le PA obbligate all’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC, devono formalizzare la propria adesione entro il 31.12.2015 e inviare, altresì, il piano di attivazione entro il 31.12.2015. Sul sito dell’AgID sono pubblicati i template per l’adesione e per la pianificazione delle attività propedeutiche all'avvio in esercizio. L’AgID ha voluto precisare al paragrafo 14 delle Linee Guida, nonché al paragrafo 11.1 dell’Allegato B, che la Pubblica Amministrazione, in sede di adesione, deve definire un piano di attivazione dei servizi atto ad individuare, in dettaglio, le attività e i tempi di loro realizzazione. Tale piano potrà anche prevedere un’attivazione graduale e sino al 31.12.2016, fermo restando l’obiettivo finale di implementare tutti i modelli di pagamento nei termini indicati nel piano stesso. Al riguardo, si ricorda che le PA obbligate ad aderire al Nodo dei Pagamenti-SPC sono chiamate ad implementare tutti i modelli di pagamento previsti, salvo che la PA verifichi che il processo di erogazione di tutti i servizi da essa erogati sia integralmente dematerializzato. In tale specifico caso, la PA può non implementare il modello di pagamento attivato presso il PSP (c.d. “modello 3”).

B7: Le convenzioni in essere su servizi di tesoreria tra PA e PSP sono ancora valide?

RB7: Le convenzioni e/o gli accordi negoziali in essere tra una Pubblica Amministrazione e uno o più Prestatori di Servizi di Pagamento, ancorché aventi ad oggetto l’attività di incasso in modalità elettronica non coerenti con le Linee Guida, saranno validi sino alla loro naturale scadenza, salva la possibilità per l’Ente di recedere dal contratto preliminarmente alla scadenza per usufruire delle funzionalità del Nodo dei pagamenti-SPC.

B8: Il sistema pagoPA garantisce il rispetto del divieto di surcharge?

RB8: La Payment Services Directive (PSD) ovvero la direttiva europea che regola i pagamenti in ambito Europeo (SEPA) proibisce di applicare commissioni di incasso in aggiunta alle somme, che il cittadino deve corrispondere, per l’esecuzione del pagamento. Queste norme sono state recepite in Italia con il D.Lgs. 11/2010.

Il Sistema pagoPA rappresenta un progetto ambizioso, strategico e innovativo che introduce semplicità nei rapporti, valorizzando trasparenza, concorrenza e autonomia, sia nel settore pubblico che in quello privato, e mira a rendere più efficace la PA senza rinunciare a politiche di contenimento della spesa.

Con pagoPA, l’utente non è più chiamato ad eseguire il pagamento attenendosi alle indicazioni impartitegli dalla singola Pubblica Amministrazione creditrice ma potrà scegliere come eseguire il pagamento fra numerose soluzioni offerte liberamente, e in via concorrenziale, dal mercato dei PSP.

Pertanto, con l’obiettivo di ribaltare la pregressa logica della riscossione eseguita dalla PA - che prevedeva un’attività di convenzionamento tra la PA stessa e un PSP, quale suo riscossore  speciale, con limitazioni per l’utenza e costi per la PA, oltre che per il pagatore - con il sistema pagoPA tutti i PSP aderenti possono eseguire pagamenti in favore della PA, facendo leva sui propri rapporti contrattuali (occasionali o meno) con l’utente pagatore, senza più necessità di alcun tipo di convenzionamento da parte della PA.

Il PSP che esegue il pagamento, pertanto, si configura, in via occasionale o meno, come prestatore del pagatore e non anche come prestatore dell’Ente Creditore beneficiario.

Il sistema pagoPA, difatti, non prevede alcun tipo di rapporto contrattuale tra il PSP e l’Ente Creditore, per cui le commissioni sono applicate al cittadino dal suo PSP (selezionato liberamente tra i PSP aderenti) per il servizio di pagamento da lui richiesto.

Di conseguenza, in applicazione del principio tariffario comunitario c.d. SHARE e del divieto di surcharge -come recepiti a livello nazionale dal D.Lgs. 11/2010 di recepimento della direttiva Payment Service Directive (PSD) - il pagatore è chiamato a pagare le commissioni al PSP da lui selezionato. Tali principi, stante il funzionamento di pagoPA, sono rispettati anche nell’operatività del pagamento con carta.

Precisato quanto fin qui esposto, appare per completezza opportuno segnalare che quanto avviene con pagoPA – ossia consentire ad un PSP aderente e selezionato liberamente dall’utente di richiedere una commissione per l’operazione di pagamento – costituisce una fattispecie in nessun modo assimilabile alla pratica illegale (art.3, comma 4, D.Lgs. 11/2010) e scorretta (art. 21, comma 4bis, e art. 62, comma 1, D.Lgs. 206/2005) del surcharge, in cui un beneficiario applica un sovrapprezzo per determinate tipologie di pagamento, ribaltando sull’utente, in tutto o in parte, le commissioni che lo stesso beneficiario è chiamato a riconoscere al proprio PSP.

B9: Nell’ambito del Sistema pagoPA, quali documenti occorre conservare a norma? Le RT, le RPT o il solo Flusso di rendicontazione?

RB9: La conservazione è l’attività finalizzata a proteggere, nel tempo, i documenti informatici e i dati ivi contenuti, assicurandone, tra l’altro, la sicurezza, l'integrità e la non modificabilità, al fine di preservare il valore probatorio del documento informatico e, nel caso specifico di pagoPA, della transazione di pagamento.

In quest’ottica, per rispondere al quesito occorre esaminare la natura e le caratteristiche di ciascuno degli elementi da lei richiamati che vengono gestiti nell’ambito della piattaforma del Nodo dei Pagamenti-SPC, e segnatamente:

  • la Richiesta del Pagamento Telematico (RPT), ossia il documento informatico, predisposto dall’Ente Creditore, che innesca il processo di pagamento;
  • la Ricevuta Telematica (RT), ossia il documento informatico, predisposto dal PSP che garantisce l’irrevocabilità del pagamento, a prescindere dallo strumento utilizzato;
  • il Flusso di rendicontazione, ossia il documento informatico, predisposto dal PSP e trasmesso all’Ente Creditore, con cui vengono riepilogati i pagamenti ricevuti. Tale documento, contenente unicamente l’identificativo univoco del versamento (IUV), non ha rilevanza giuridica esterna ma viene utilizzato per facilitare l’attività di riconciliazione dei pagamenti ricevuti in via cumulativa.

Considerato che la quietanza, fornita dall’Ente Creditore al cittadino, è formata sulla base della RT a fronte della RPT, si ritiene che, al fine di conservare traccia dell’intera transazione di pagamento, sia opportuno conservare a norma sia la RT, sia la RPT.

B10: Ѐ possibile l’interconnessione tra Nodo e circuiti internazionali di pagamento?

RB10: In coerenza con l’obiettivo del Nodo dei Pagamenti-SPC di garantire il libero mercato dei PSP, l’AgID ha stabilito nelle Linee Guida che anche i PSP non nazionali possano aderire al sistema per erogare servizi di pagamento agli utenti della PA italiana, a condizione che risultino rispettati i processi di pagamento SEPA delineati nelle Linee Guida stesse. Il sistema non altera i processi definiti per la gestione della tesoreria, pertanto, la PA è vincolata nella propria gestione finanziaria, dovendo, se centrale, usufruire del servizio di tesoreria erogato dalla Banca d’Italia e, se locale, affidare la propria gestione a un soggetto tesoriere e/o cassiere e rispettare il principio di accentramento di cui agli articoli 209 e 211 del T.U.E.L.

B11: Le disposizioni di pagamento effettuate tramite il Nodo sono revocabili?

RB11: Il Decreto legislativo n. 11/2010, con cui è stata recepita in Italia la direttiva europea sui servizi di pagamento (nota come PSD), all’art. 17, rubricato “irrevocabilità di un ordine di pagamento”, stabilisce in via generale l’irrevocabilità dell’ordine di pagamento una volta che tale ordine sia stato ricevuto dal PSP. Applicando tale articolo alle modalità di pagamento di cui al Nodo dei Pagamenti-SPC, una volta che il pagatore ha inviato la richiesta al PSP di esecuzione dell’operazione di pagamento (a prescindere dallo strumento: bonifico, carta di credito, contante, MyBank, ecc.) il pagamento non potrà essere revocato dal pagatore.

 

GRUPPO C – FAQ SULL’ADESIONE DEGLI ENTI CREDITORI

 

C1: Quali sono le procedure da seguire per aderire a pagoPA?

RC1: L’adesione a pagoPA avviene con procedure e modalità definite dall’AgID e disciplinate nelle Linee Guida. L’iter è differenziato per tipologia di soggetto aderente (Pubblica Amministrazione, Gestore di servizi pubblici, Prestatori di Servizi di Pagamento) e può avvenire in modalità diretta oppure in modalità indiretta, ossia tramite Intermediari Tecnologici. La documentazione per l’adesione è disponibile sul sito dell’AgID, suddivisa per Enti Creditori e per Prestatori di Servizi di Pagamento.

C2: Che problemi hanno le Pubbliche Amministrazioni che non aderiscono a pagoPA?

RC2: Le PA che non hanno ancora attivato tale sistema presentano difformità nel modo di incassare le somme dovute. Alcune di loro richiedono che i pagamenti siano effettuati con il modello F24, molto più complesso sia nella fase di compilazione che nella fase di pagamento, con frequenti rischi di errori. I pagamenti effettuati con F24, inoltre, sono incassati dallo Stato che solo successivamente li riversa alle Pubbliche Amministrazioni (i tempi di riversamento previsti sono di 15 giorni), rendendo più lungo e macchinoso il processo di incasso. 

Le Pubbliche Amministrazioni indicano spesso modalità di pagamento diverse per diverse tipologie di servizi: ad esempio, il bonifico, il MAV (Mediante Avviso), il RAV (Ruoli Mediante Avviso), versamenti presso il tesoriere o presso altri specifici soggetti riscossori. Ne consegue che è sempre più necessario standardizzare gli incassi per fornire a cittadini e imprese un'unica modalità di pagamento omogenea riconosciuta a livello nazionale anche se questo può comportare, inizialmente, un fisiologico periodo di adattamento. 

Senza il sistema pagoPA, infine, gli Enti Creditori non possono rilasciare al cittadino una quietanza "liberatoria" di pagamento, con il rischio di comunicare dopo mesi o addirittura anni, eventuali somme ancora dovute a saldo del pagamento già eseguito.

C3: Quali accorgimenti e indicazioni è necessario tenere in considerazione per la generazione del codice IUV?

RC3: Il codice IUV è un elemento strutturale dell’intero sistema pagoPA, non solo per la sua capacità di richiamane l’IBAN di accredito selezionato dall’Ente Creditore per quella specifica operazione di pagamento, ma soprattutto perché consente all’utente di eseguire il pagamento presso i PSP aderenti al Nodo (c.d. modello 3: pagamenti eseguiti presso il PSP) e altresì consente all’Ente Creditore di eseguire una riconciliazione immediata, analitica e automatica. Pertanto, è essenziale che un Ente Creditore lavori nel migliore dei modi nella generazione dello IUV per beneficiare in proprio e permettere ai PSP e agli utenti di beneficiare di tutte le funzionalità del sistema pagoPA. Ciò detto, si ricorda che per:

  • il modello 1 (pagamento ad esecuzione immediata) e per il modello 2 (pagamento ad esecuzione differita) lo IUV può essere rappresentato da una stringa alfanumerica lunga sino ad un massimo di 35 caratteri alfanumerici tutti liberi, fermo restando l’uso consigliato dello standard ISO 11649;
  • il modello 3 (pagamento presso il PSP), lo IUV è ricompreso all'interno del Codice Avviso, per un massimo di 18 caratteri numerici, secondo uno dei due seguenti schemi:
  1. “0” + 2 caratteri numerici + IUV di massimo 15 caratteri numerici;
  2. “1” + IUV di massimo 17 caratteri numerici.

Fermo restando quanto appena detto in merito ai caratteri dello IUV, si rappresenta la necessità di tenere nella debita considerazione il fatto che, se si consente ad un utente di accedere al sito dell’Ente Creditore secondo il Modello 1 o 2 e di stampare l’avviso di pagamento senza eseguire on line la relativa operazione di pagamento, tale avviso non potrà essere pagato secondo il Modello 3 presso il PSP, laddove il codice IUV sia composto da un numero di caratteri non compatibile con quelli previsti per il modello 3.

C4: Sono una PA, per aderire a pagoPA il mio tesoriere o cassiere deve essere aderente a sua volta?

RC4: L’adesione a pagoPA non è connessa con il servizio di tesoreria e cassa. In sede di adesione l’Ente dovrà indicare gli IBAN dei conti correnti bancari e/o postali che intende accreditare attraverso le funzionalità di pagoPA. Tali conti correnti potranno essere accreditati a prescindere che il relativo Prestatore di Servizi di Pagamento sia o meno aderente a pagoPA. Laddove il tesoriere o cassiere dell’Ente sia aderente a pagoPA questi potrà supportare l’Ente nell’adesione potendosi, se del caso, configurare come Intermediario Tecnologico dell’Ente (cfr. Linee Guida). Si ricorda che ogni Ente è lasciato libero di individuare le modalità di approvvigionamento di beni e servizi, ivi inclusi quelli di intermediazione tecnologica per l’adesione a pagoPA, sempre nel rispetto della normativa di riferimento, ivi incluso quella del Codice degli Appalti e degli Acquisti sulla piattaforma gestita da CONSIP S.p.A.

C5: L’adesione a pagoPA da parte di un soggetto a cui una PA ha affidato la riscossione delle entrate ha effetto sulla stessa PA appaltante?

RC5: Il Sistema pagoPA è aperto all’adesione anche dei Gestori di pubblici servizi e dunque anche ai soggetti iscritti nell’albo di cui all’articolo 53, comma 1, del D.Lgs. n.446/1997 che consente alle PA di affidare a terzi le attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate. In merito, si puntualizza che: i) i soggetti iscritti nell’albo già indicato, ove aderenti al sistema pagoPA, risulteranno beneficiari delle operazioni di pagamento elettroniche eseguite attraverso pagoPA; e ii) l’attività di riversamento da parte del concessionario in favore della PA appaltante sarà eseguita fuori dal sistema pagoPA ovvero nelle modalità stabilite nel contratto tra il concessionario e la stessa PA appaltante. Fatta la precisazione appena esposta, appare necessario puntualizzare che l’adesione al sistema pagoPA eseguita da parte di un soggetto a cui la PA ha affidato, ex D.Lgs. n.446/1997, l’attività di riscossione delle entrate, non comporta l’adesione a pagoPA da parte anche della PA appaltante.

C6: Una Pubblica Amministrazione può utilizzare anche altre modalità di pagamento elettronico, oltre ai servizi di pagamento offerti da pagoPA?

RC6: Il sistema pagoPA rappresenta il sistema nazionale dei pagamenti elettronici in favore delle Pubbliche Amministrazioni e di altri soggetti che erogano servizi pubblici tenuti per legge all’adesione. Al sistema di pagamento pagoPA gli Enti Creditori possono affiancare esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

  1. Pagamento per cassa, presso l’ente e/o il soggetto che per tale ente svolge il servizio di tesoriere e cassa;
  2. Pagamenti tramite modello F24.

Per il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica gli Enti Creditori hanno l’obbligo di dismettere ogni altra modalità di pagamento elettronico. Il paragrafo 14 delle Linee Guida pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio 2014 prevede che le convenzioni o gli accordi legati ad attività di incasso, in essere alla data di pubblicazione, possano rimanere valide solo fino alla loro naturale scadenza contrattuale, senza alcuna possibilità di rinnovo o di nuova ulteriore forma di contrattualizzazione.

Contravvenire a tale disposizione espone l’Ente al rischio di incorrere nell’imputazione di danno erariale essendo pagoPA disponibile gratuitamente.

C7: Un Ente Creditore può censire sul sistema pagoPA degli IBAN inerenti dei conti correnti a lui non intestati?

RC7: In via generale, sul Sistema pagoPA, ogni Ente Creditore è chiamato per la gestione degli incassi inerenti i servizi da esso erogati a censire almeno un IBAN di un conto corrente a lui intestato.

Per tale attività di censimento e aggiornamento dei conti correnti, il singolo Ente Creditore nomina il proprio Referente dei Pagamenti, che si assume ogni responsabilità per quanto comunicato, in nome e per conto dell’Ente Creditore di riferimento, sul Portale pagoPA.

Fatta la precisazione appena esposta, si rappresenta che, tenute nella debita considerazione il ruolo e le funzioni del Referente dei Pagamenti, AgID consente, previa sottoscrizione della specifica dichiarazione e previa verifica della fattibilità da parte della stessa AgID, a un Ente Creditore di censire anche IBAN inerenti dei conti correnti a lui non intestati.

Tali IBAN devono però essere di soggetti terzi che, comunque, hanno un rapporto in essere con l’Ente Creditore per l’erogazione di specifici servizi e, al contempo, abbiano in essere, altresì, un collegamento telematico che, ancorché fuori dal Sistema pagoPA, consenta al soggetto terzo di ricevere i flussi informativi scambiati sul Sistema pagoPA.          

A titolo esemplificativo, si segnala che rappresentano casi di fattibilità le seguenti fattispecie:

  • Ente Creditore che, in qualità di riscossore iscritto nell’albo di cui all’articolo 53, comma 1, del D.Lgs. n. 446/1997, voglia, in esecuzione dell’articolo 2 bis del D.L. 193/2016, censire sul Sistema pagoPA gli IBAN dei singoli enti per i quali svolge il servizio di riscossione; 
  • Ente Creditore che voglia censire sul Sistema pagoPA gli IBAN delle società da esso controllate; 
  • Ente Creditore che, in qualità di Unione di Comuni, voglia censire sul Sistema pagoPA gli IBAN degli Enti che lo compongono;  
  • Ente Creditore che eroghi in proprio un servizio il cui incasso, per legge, è di spettanza di un'altra amministrazione.

C8: Perché nell’avviso di pagamento che mi è arrivato non trovo il bollettino postale?

RC8: Non tutti gli Enti possono ricevere pagamenti con bollettino postale, in quanto non tutti dispongono di un conto corrente postale, né sono obbligati a disporne. 

Perché nell’avviso di pagamento non trovo più il bollettino MAV/RAV?

Aderendo a pagoPA l’Ente Creditore non può utilizzare strumenti di avviso bancari.

C9: Un Ente Creditore è obbligato ad allegare all’avviso analogico il bollettino postale?

RC9: No. Le Pubbliche Amministrazioni hanno la facoltà ma non l’obbligo di possedere un conto corrente postale.  Pertanto un Ente Creditore per incassare qualsiasi tipo di pagamento può decidere in via autonoma, secondo le proprie scelte gestionali, se utilizzare il sistema pagoPA con un conto corrente bancario o con un conto corrente postale.

C10: Chi può svolgere il ruolo di Intermediario Tecnologico?

RC10: Come previsto dal modello di funzionamento, le Pubbliche Amministrazioni, i Gestori di Servizi Pubblici e i Prestatori di Servizi di Pagamento possono aderire beneficiando dell’attività di interfaccia con il Nodo dei Pagamenti-SPC già posta in essere da altri soggetti aderenti (c.d. Intermediari Tecnologici). L’Intermediario Tecnologico è il soggetto che risulta destinatario dei flussi informativi in nome e per conto dell’aderente e deve essere indicato da quest'ultimo nella modulistica predisposta per la formalizzazione dell’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC. Pertanto, potranno svolgere il ruolo di Intermediario Tecnologico solo soggetti già aderenti al Nodo dei Pagamenti-SPC, in quanto Pubbliche Amministrazioni o Gestori di Servizi Pubblici o Prestatori di servizio di Pagamento e che dispongano di una Porta di Dominio-SPC certificata.

C11: Il sistema pagoPA, il SUAP e il portale “impresainungiorno.gov.it”: quali facilitazioni per i Comuni? 

RC11: Premesso che il portale “impresainungiorno.gov.it” è stato validamente integrato con le funzionalità di pagamento elettronico del sistema pagoPA:

  1.  i Comuni che hanno in essere una collaborazione con la Camera di Commercio per lo svolgimento delle funzioni del SUAP attraverso “impresainungiorno.gov.it” e che già ricevevano tramite tale portale pagamenti in loro favore, risultano di conseguenza già in regola con l’adesione al sistema “pagoPA” per quanto concerne i servizi alle imprese erogati attraverso il SUAP e, ancorché risulteranno già inseriti nell’elenco degli Enti aderenti al sistema pagoPA, dovranno in seguito provvedere ad IMPLEMENTARE l’adesione a mezzo l’invio ad AgID di una lettera di adesione per i servizi diversi da quelli erogati tramite il portale “impresainungiorno.gov.it”;
  2.  i Comuni che hanno in essere una collaborazione con la Camera di Commercio per lo svolgimento delle funzioni del SUAP attraverso “impresainungiorno.gov.it” ma che non hanno mai abilitato il sistema di pagamento tramite tale portale, non potranno beneficiare delle facilitazione di cui al punto a) che precede ma potranno comunque affidare a InfoCamere il ruolo di intermediario tecnologico; a tale riguardo, tali Comuni potranno aderire al sistema “pagoPA” a mezzo l’invio della lettera di adesione ad AgID e indicare InfoCamere come Intermediario tecnologico. Nel contempo, i Comuni in questione dovranno prendere contatto con InfoCamere per pianificare il piano di attivazione dei servizi e la messa in produzione del sistema “pagoPA” per i servizi del SUAP erogati tramite il portale “impresainungiorno.gov.it”.

Ciò detto, si puntualizza che - a prescindere dalle facilitazioni di cui alle lettre a) e b) che precedono - sarà onere di ogni Comune provvedere all’adesione al sistema “pagoPA” per il pagamento dei restanti sevizi, ossia di quelli erogati all’infuori del portale “impresainungiorno.gov.it”.

C12: Che differenza c’è tra Intermediario tecnologico e Partner tecnologico?  

RC12: Un Ente Creditore, sia esso una PA o un Gestore di pubblici servizi, nell’adesione al Nodo dei pagamenti-SPC ha tre possibilità:

  1. aderire direttamente, senza alcun Intermediario tecnologico e/o Partner tecnologico;
  2. aderire indirettamente, delegando le attività tecniche ad un Intermediario tecnologico;
  3. aderire indirettamente, delegando le attività tecniche ad un Partner tecnologico.

Le tre soluzioni possono anche coesistere tra di loro, potendo il singolo Ente Creditore in autonomia decidere, i) se; ii) a chi; e iii) a quanti affidare la gestione e/o l’interconnessione dei loro servizi con il Nodo dei Pagamenti-SPC ai fini delle relative funzionalità di pagamento.

Fatta la precisazione appena esposta, si rappresenta che presupposto per essere un Intermediario tecnologico è la titolarità di una Porta di Dominio SPC qualificata che, ancorché sia intestata all’Intermediario tecnologico è messa da esso a disposizione degli Enti Creditori che abbiano scelto tale soggetto come loro Intermediario tecnologico. Inoltre, risultando l’Intermediario responsabile, nel tempo, nei confronti di AgID delle attività tecniche per l’interfacciamento con il Nodo, l’Intermediario tecnologico deve essere un soggetto aderente al Nodo dei Pagamenti-SPC, ossia avere accettato ed essersi obbligato al rispetto delle Linee Guida e dei relativi allegati.       

Si rappresenta, invece che presupposto per essere un Partner tecnologico è la titolarità di una Porta di Dominio Equivalente, messa da esso a disposizione degli Enti Creditori che abbiano scelto tale soggetto come loro Partner tecnologico. In tale caso, l’Ente Creditore, nel tempo, nei confronti di AgID, rimane responsabile delle attività tecniche per l’interfacciamento con il Nodo, non essendone responsabile invece il Partner.

Per completezza si precisa che per AgID è indifferente che il Partner tecnologico sia o meno aderente al Nodo dei Pagamenti-SPC, non risultando necessaria l’adesione al Nodo anche del Partner tecnologico.       

Si prega di fare attenzione all’uso nel testo del grassetto e del corsivo per un riepilogo delle caratteristiche proprie rispettivamente dell’Intermediario tecnologico e del Partner tecnologico. 

C13: Una PA è obbligata a mettere a disposizione tutti i modelli di pagamento previsti?

RC13: I soggetti sottoposti all’ambito applicativo del CAD hanno l’obbligo di mettere a disposizione degli utenti i pagamenti elettronici attraverso l’infrastruttura del Nodo dei Pagamenti-SPC. Tale obbligo è declinato e tecnicamente dettagliato nelle Linee Guida e nei relativi allegati tecnici, ove sono descritti i diversi modelli di pagamento. Pertanto, i soggetti obbligati ad aderire al Nodo dei Pagamenti-SPC sono altresì chiamati ad implementare tutti i modelli di pagamento previsti, salvo che la PA verifichi che il processo di erogazione di tutti i servizi da essa erogati sia integralmente dematerializzato. In tale specifico caso, la PA può non implementare il modello di pagamento attivato presso il PSP (c.d. “modello 3”). A tal riguardo, l’AgID ha voluto precisare al paragrafo 14 delle Linee Guida, nonché al paragrafo 11.1 dell’Allegato B, che la Pubblica Amministrazione, in sede di adesione, deve definire un piano di attivazione dei servizi atto ad individuare, in dettaglio, le attività e i tempi di loro realizzazione. Tale piano potrà anche prevedere un’attivazione graduale, ferma restando l’obiettivo finale di implementare tutti i modelli di pagamento nei termini indicati nel piano stesso.

C14: Presso l’Ente è già attivo un sistema di pagamento on line, è possibile utilizzare il logo “pagoPA”?

RC14: In forza di quanto previsto dall’articolo 15, comma 5 bis, del Decreto Legge n. 179/2012, l’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC è obbligatoria a prescindere dal fatto che l’Ente abbia già delle modalità elettroniche di pagamento messe a disposizione della propria utenza. La realizzazione, infatti, di un sistema nazionale centralizzato (pagoPA), risponde al più ampio obiettivo di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica in materia informatica, nonché a quello di garantire omogeneità nell’offerta all’utenza ed elevati livelli di sicurezza. Ciò premesso, si precisa che ogni piattaforma di pagamento on line già realizzata e/o in uso da parte di un Ente o di un gestore di pubblico servizio può essere mantenuta in essere purché integrata con il Nodo dei Pagamenti-SPC per lo scambio dei relativi flussi secondo quanto descritto nelle Linee Guida. Il logo “pagoPA” identificativo dell’adesione al Nodo dei Pagamenti-SPC, viene rilasciato solo ai soggetti che hanno espletato tutte le formalità previste dalla procedura di adesione (la documentazione è disponibile sul sito dell’Agenzia suddivisa per Enti Creditori e per Prestatori di Servizi di Pagamento). Attraverso tale logo, infatti, l’utenza potrà comprendere immediatamente se un soggetto pubblico - in qualità di beneficiario – oppure un soggetto privato - in qualità di prestatore di servizi di pagamento - è aderente al Nodo dei Pagamenti-SPC.

C15: Quali sono i soggetti che devono o possono aderire a pagoPA?

RC15: Ai sensi dell’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012 come convertito in legge, le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad aderire all’infrastruttura del Nodo dei Pagamenti-SPC, mentre l’adesione resta facoltativa da parte dei Gestori di Pubblici Servizi e dei Prestatori di Servizi di Pagamento.

C16: Un Ente locale può scegliere di mettere a disposizione degli utenti solo le modalità di pagamento offerte dal sistema pagoPA?

RC16: Il Sistema pagoPA rappresenta il sistema nazionale dei pagamenti elettronici in favore delle Pubbliche Amministrazioni e degli altri soggetti obbligati all’adesione al Sistema.

Pertanto, i soggetti sottoposti all’adesione all’infrastruttura del Nodo dei Pagamenti-SPC, per incassare quanto di propria spettanza, devono mettere a disposizione dell’utenza le modalità di pagamento offerte dal Sistema pagoPA che possono essere affiancate dal servizio di pagamento per cassa, presso l’Ente e/o il soggetto che per tale Ente svolge il servizio di tesoriere e cassa.

Ricordato quanto appena esposto, un Ente locale può, in via autonoma, nel rispetto della normativa attualmente vigente, secondo le proprie scelte gestionali e di autonomia contabile, escludere completamente i versamenti per cassa, al fine di eliminare l’uso del contante e/o di digitalizzare integralmente la gestione degli incassi.

In considerazione di quanto appena precisato, risulta opportuno ricordare che il Sistema pagoPA, articolandosi sui 3 diversi modelli di pagamento elettronico (c.d. modello 1, 2 e 3) descritti nelle Linee Guida dell’AgID, prevede per il pagatore la possibilità di scegliere tra un’interazione on-line o un’interazione allo sportello del PSP o della PA.

 

GRUPPO D – FAQ SULL’ADESIONE DEI PRESTATORI DI PAGAMENTO

 

D1: I PSP accreditati sul Nodo sono Agenti Contabili ex art.74 del R.D. 2440/1923?

RD1: Lo schema di pagamento tramite il Nodo prevede la partecipazione:

  • della Pubblica Amministrazione o Gestore di Servizio Pubblico, in qualità beneficiario del pagamento disposto dal cittadino/impresa;
  • del PSP del debitore, in qualità di soggetto che esegue l’addebito sul conto di quest’ultimo e che ordina l’accredito sul conto del PSP della Pubblica Amministrazione o del Gestore di Servizio Pubblico, già contrattualizzato con il contratto di tesoreria o con il contratto di apertura di conto corrente in caso di Banco Posta.

In tale operatività, non sussistendo alcuna attività di incasso da parte di terzi e riversamento dal terzo al beneficiario, nessun soggetto si configura come Agente Contabile.

D2: Con l’adesione a pagoPA per i PSP cambiano le tempistiche di esecuzione delle operazioni di pagamento?

RD2: Le Linee Guida, in quanto normativa secondaria, hanno come presupposto le disposizioni primarie in materia di pagamenti, ivi incluso il D.Lgs. n. 11/2010. Inoltre, l’accordo con cui un Prestatore di Servizi di Pagamento aderisce a pagoPA, non entra in alcun modo nel merito della tempistiche di esecuzione delle operazioni di pagamento che, pertanto, saranno regolate dalla normativa primaria di riferimento in materia di pagamenti, ivi incluso il D.Lgs. n. 11/2010, senza alcuna possibilità di deroga. Inoltre, si evidenzia che il soggetto versante si configura sempre come cliente, ancorché di natura occasionale, del PSP che esegue l’operazione di pagamento e che, pertanto, tale operazione è disciplinata - per quanto concerne la sua tempistica - dall’articolo 20, comma 1, del D.Lgs. n. 11/2010, che impone che l’operazione di pagamento sia eseguita nella giornata operativa successiva (T+1) rispetto alla richiesta avanzata dal pagatore. Pertanto, pagoPA omogenizza e uniforma a livello nazionale anche le tempistiche entro cui gli Enti ricevono sul conto corrente le somme pagate, a qualsiasi titolo, da cittadini e imprese in loro favore, riducendo tale tempistica in via omogenea a T+1. 

 

Tag: pagamenti elettronici


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